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26 febbraio

Sanremo... a freddo...

Ho lasciato trascorrere un po' di tempo prima di scrivere l'ennesima cattiveria dell'anno nuovo.
Parlerò della59^ima edizione di Sanremo. Parlerò solo dei brani che per me meritano menzione, in positivo e negativo.
Sezione big, deludente, noiosa, amorfa. E spicca un nome su tutti: Marco Carta.
 
Questo ragazzo viene dalle scuderie De Filippi e già questa cosa mi manda in bestia. Ma quello che mi infastidisce di più è il fatto che con una filastrocca senza capo nè coda abbia vinto il festival della canzone italiana (di merda). Testo evanescente, musica a tono col testo, esecuzione scolastica... come abbia vinto non lo so. Forse verrà fuori...
 
Poi c'è Al Bano Carrisi. Un brano notevole... se non lo cantasse lui... Arrangiamento di gusto, peccato segua la linea del cantato in maniera forse troppo spudorata. Io ne farei una ottima strumentale. Peccato davvero.
 
Francesco Renga. Non capisco perchè venisse dato come favorito. "Dilegua o' notte..." e poi? "All'alba vincerò?". Narcisismo. Arrangiamento nullo, ricalca totalmente la linea vocale. Il testo è impegnato, poetico... ma poi? Non rimane niente, non è una canzone da Sanremo.
 
Povia. Quanto scandalo intorno a una canzone che non ha nulla di speciale. Rappato senza melodia affidata totalmente alla corista alla fine del brano e al ritornello che gradisco. Il problema è che sembra una copia di una canzone di Cristicchi, non c'è poi così tanta originalità. Tanto rumore per nulla. Il testo poteva lavorarlo meglio, renderlo meno spigoloso, trovare qualche rima in più, è poco orecchiabile per un ritmo così serrato. Torna ai bambini che fanno oh...
 
Dolcenera. Bella canzone, fresca, vivace, energica. Eliminata. Questo dimostra lo scarso gusto degli italiani per la musica: non proporre mai qualcosa di diverso o verrà puntualmente bocciato. Afterhours a dimostrare questa tesi.
 
Iva Zanicchi. Merita menzione solo per il casino che Roberto Benigni ha sollevato con qualche battuta. Io dico solo che, Iva, hai 70 anni, la zappa sui piedi te la sei data da sola con la tua performance. Non serviva una satira per buttarti fuori. E non serviva una satira ad analizzare il testo che ti è stato scritto. Ti ha fatto pubblicità e neanche lo hai ringraziato.
 
Sezione giovani. Ah finalmente!
 
Parlerò della vincitrice e dell'unica canzone che mi ha colpito davvero tanto: Cuore senza cuore di Perbellini-Cocciante.
 
Arisa e la sua "Sincerità". Canzonetta, poco da dire. Tentativo malriuscito di riportare fusion jazz-blues nella canzone italiana. Testo banale da Zecchino d'oro, linea vocale cantilenante, una filastrocca cantata da una tizia stramba. Ha vinto un personaggio, strano, in cui si rispecchia difficilmente anche Ugly Betty.
 
E ora il bello: Filippo Perbellini. Una canzone veramente sorprendente. Mi ha sorpreso al primo ascolto. Semplice ma di gran forza, arrangiamento di classe, tipico di Cocciante. Ragazzo di talento, testo che ben si concilia con la musica. Perfetta. Mi chiedo solo perchè non abbia avuto il successo meritato... Ah giusto, stiamo parlando di Sanremo...