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04 gennaio Buon ascoltoAppena poggiati i piedi sul freddo pavimento si rese conto che quello che sentiva non era un semplice sogno. Il gelo improvviso gli aveva scosso i sensi. Si diresse verso la porta da cui immaginava provenisse quel disturbo. Nel silenzio della notte i suoni erano distinti, netti. I piedi nudi sulle mattonelle del corridoio producevano un sospiro impercettibile. E poi quei suoni a lui sconosciuti. Poso l'orecchio sulla porta chiusa e i capelli contro il legno sfrigolarono sinistramente. Dapprima dei lunghi respiri, quasi singulti unisoni. Riconobbe un respiro più pesante, autoritario, e uno più lieve, sinuoso. Non di rado da lieve si mutava in gemito appena captabile, una nota dalle frequenze indistinte ma regolari. E quasi sempre a quella nota seguiva uno stridore secco, un sibilo aspirato e spigoloso. Poi un gemito più deciso. Un altro. Alcuni legati assieme da una nota unica e da un rumore di fondo regolare che gli ricordò il suo saltare sul letto dei genitori. Un urlo appena accennato e subito soffocato. "Shhh! Zitta!" - Lo udì chiaramente. E dopo palpitanti attimi di silenzio un frusciare di coperte. Ora si sentiva solo il respiro riconosciuto come più pesante. Come per il precedente anche questo diventava più simile a un suono udibile a stento. E presto assunse quella regolarità già ascoltata. Più deciso. Ancora. Dei suoni gutturali strozzati. Due, tre, quattro... E un sospiro che calmò l'aria dentro e fuori la stanza. Di nuovo silenzio. Un sospiro di piedi nudi sul pavimento... Era ora di andare a dormire.
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